Traversate verso altri rifugi:
  • Al rifugio Livio Bianco (1910 m.) tel. 0171 97 328, attraverso il Colle Est della Paur (2890 m.), dislivello 700 m., difficoltà EE, ore 6.30 oppure per il Colle di Valmiana (2922 m.), dislivello 800 m., difficoltà E, ore 7.30.

  • Al rifugio Malinvern - Città di Ceva (1839 m.), tel.0171 95 96 05 per il Colletto di Valscura (2520 m.), dislivello 250 m., difficoltà E, ore 4.00

  • Al posto tappa di Boréon (1526 m.), tel. 0033 493 03 27 27 attraverso il passo di Préfouns (2620 m.) e il colle di Saléses, dislivello 400 m., difficoltà E, ore 4.30.

  • Al rifugio Remondino (2430 m.), tel. 0171 97 327, per il Colletto di Valasco (2429 m.) e il Pian della Casa ( 1743 m.) passando per il rifugio Regina Elena (1800 m.), tel. 0171 97 559, dislivello 850 m., difficoltà E, ore 5.30.

  • Al rifugio Bozano (2453 m.), tel. 0171 97 351, per il Colletto di Valasco (2429 m.) e il Gias delle Mosche (1591 m.), dislivello 1000 m., difficoltà E, ore 6.
Principali cime raggiungibili:
  • Testa sud di Bresses (2820 m.): per il passo di Prèfouns ore 3.00, poco più di una camminata, offre una splendida vista sul massiccio dell'Argentera.

  • Testa di Tablasses (2851 m.): per il passo di Prèfouns, ore 3.00, facile con ghiaione finale.

  • Testa Margiola (2831 m.): per il passo omonimo, ore 3.00, su pietraia e per facile cresta.

  • Testa delle Portette (2821 m.): per il passo delle Portette con possibilità di discesa dal passo Margiola, ore 2.30-3.00, per pietraie e cresta.

  • Testa del Claus (2889 m.): per la bassa della Lausa, ore 4.00, per un buon tratto su sentiero poi su sfasciumi da affrontare con prudenza.

  • Cima di Tavels (2804 m.): per la bassa della Lausa, ore 3.30, simpatica escursione che incontra le tracce di un vecchio sentiero militare.

  • Testa Malinvern (2939 m.): per la Bassa del Druos, ore 3.30, cima molto panoramica con vista su una grossa fetta delle Alpi e del Delfinato, si cammina per circa due e trenta ore sui bei sentieri tracciati dai militari durante la seconda guerra mondiale costeggiando i ruderi delle caserme e dei fortini, poi a quota 2600 circa si segue una traccia che porta a un facile canale erboso, superato il quale ci si trova sul terrazzo detritico che conduce in vetta.

Arrampicata su vie classiche:

Non c'è che l'imbarazzo della scelta, trattandosi di uno dei luoghi storici dell'arrampicata in Marittime. Alcune pareti presentano l'inconveniente di tempi di avvicinamento un po' lunghi, sono naturalmente le zone più selvagge e dove è raro incontrare altre cordate. Si parla comunque di tempi tra la mezz'ora e le due ore e mezza. Le discese generalmente non presentano particolari difficoltà. Vogliamo offrire soltanto una serie di proposte rimandando alla bibliografia un elenco più completo delle salite. Per salire queste vie sono necessari martello, chiodi, nuts e friends, in quanto la chiodatura è parziale e comunque da verificare.

  • Testa di Tablasses (2855 m.), via Calcagno Gogna, 500 m., TD: segue la cresta NW, a destra del canale che porta alla cima sud. Via molto bella, aperta nel 1965, sostenuta per le prime due torri, più discontinua nella parte alta. L'attacco si trova alla base dello sperone, a circa 40 minuti di cammino dal rifugio. La discesa si effettua facilmente sul versante sud per sfasciumi.

  • Aiguilles del lago Nègre, traversata est ovest, 400 m., D inf.: dal passo di Préfouns alla cima omonima, segue la serie delle torri e nella parte finale la cresta est di Préfouns. E' stata percorsa per la prima volta da Livio Bianco, Campia e Ellena nel 1948. Seguendo il filo di cresta si ottiene un percorso spettacolare e di soddisfazione in un ambiente particolarmente suggestivo e selvaggio. L'attacco si trova poco sopra il passo di Préfouns, a un'ora e venti dal rifugio. La discesa dalla cima si effettua dal versante nord nel vallone di Margiola, o portandosi al passo o su uno degli speroni che scendono dalla vetta. Può essere utile una corda doppia di una ventina di metri per scendere dalla vetta alla spalla sottostante.

  • Cresta Savoia, traversata nord sud, 250 m., AD: divertente traversata su roccia granitica, con la presenza di roccia non sempre sicura, soprattutto nei tratti facili. L'attacco è raggiungibile in circa mezz'ora dal rifugio. Si scende facilmente dall'ultimo intaglio per cengette oppure aiutandosi con una corda doppia. Tutti gli intagli fra le cime consentono facili scappatoie in caso di cattivo tempo.Percorsa per la prima volta pare da Frisoni e Zapparoli Manzoni nel 1924.

  • Cresta Savoia, punta Maria (2790 m.), via Guderzo Pettinati, 250 m., TD: via molto bella sulla parete est che segue una serie di fessure e diedri gialli. Salita nel 1954. L'attacco si raggiunge in un'ora e mezza dal rifugio. La discesa è sulla parete ovest, dall'intaglio per facili cenge.

  • Cayre di Préfouns (2835 m), via centrale, 250 m., TD: aperta da Cravoisier, Demenge e Dufranc nel 1958 sulla parete sud, è una splendida via su granito, continua nella parte centrale. Si può evitare la prima parte non molto difficile e attaccare direttamente dalla grande cengia che solca la parete nella parte bassa. Si raggiunge dal rifugio attraverso il passo Margiola in un'ora e mezzo. La discesa è sul versante nord (doppia di 20 metri o discesa per rocce abbastanza facili) raggiungendo il passo Margiola oppure seguendo direttamente uno sperone che conduce alla pietraia del vallone.

  • Cima Giegn (2888 m.), via del gran diedro, 300 m., D: sulla parete ovest, in un ambiente veramente selvaggio e poco frequentato, è una via di particolare bellezza per la qualità della roccia e la continuità, che ne fanno una delle vie più consigliabili. Unico neo è l'avvicinamento, che richiede due ore di cammino, per il passo Margiola e poi la brèche du Giegn. In compenso la discesa segue una serie di cenge situate a est poco sotto le cime che in poco tempo conducono alla brèche. E' stata aperta nel 1934 dai Vernet e da Charignon.

  • Testa delle Portette (2823 m.), traversata nord sud, 220 m., D-: per la bassa della Lausa, ore 4.00, per un buon tratto su sentiero poi su sfasciumi da affrontare con prudenza.

  • Testa del Claus (2889 m.), cresta est, 500 m., AD-: salita da Sabbadini e Stagno nel 1925. Si attacca direttamente dietro al rifugio dopo aver risalito brevemente la pietraia. Non molto difficile è remunerativa dal punto di vista panoramico e di ambiente. Qualche passaggio di terzo nella parte alta. Si scende dalla vetta in direzione nord verso la bassa della Lausa e poi per sentiero.
Arrampicata moderna:

Non sono ancora molte le vie equipaggiate con spit e catene, totalmente o parzialmente. Molto interessanti le placconate del Valasco, con vie anche lunghe e di varia difficoltà, la testa di Tablasses, il Giegn con un paio di via di 6a, 6b, la parete ovest del Claus, con vie di 300, 400 m. e difficoltà dal 6b in su, la via di Paolo Cavallo sulla parete sud-est del Claus con difficoltà di 5+, 6a.

La falaise del Questa:

Sono alcune strutture situate nelle vicinanze del rifugio con vie tra i trenta e i cinquanta metri e attrezzate con spit e catene per la sosta e/o discesa, comprendono una quindicina di vie che vanno da difficoltà di quarto per le placconate del lago, a quelle dal 4+ al 6a,b per le paretine sul basso vallone di Margiola , a difficoltà di 6a, 6b per quelle che guardano verso il vallone di Préfouns. Informazioni dettagliate sono reperibili in rifugio.

Sci alpinismo:

La conformazione della Valle Gesso, i forti dislivelli, le difficoltà logistiche, unite a una scarsa sensibilità nella gestione della viabilità rendono la pratica dello sci alpinismo praticabile solo a stagione avanzata e per un periodo di tempo che varia a seconda degli anni. Per quel che riguarda il vallone di Valasco è necessario quasi sempre lasciare l'auto a Terme di Valdieri perché la strada risulta interrotta da valanghe o chiusa per ordinanze municipali. D'inverno la strada è chiusa a Tetti Gaina, per cui le gite diventano consigliabili nella stagione primaverile. Talvolta diventa conveniente portarsi un paio di scarpe leggere (tipo ginnastica) e risalire il vallone di Valasco sulla strada pulita per poi scendere sul versante opposto con gli sci quando le condizioni di innevamento lo consentono. Ciò premesso possiamo trovare una serie di itinerari di grande soddisfazione in un ambiente veramente superbo, ne citeremo alcuni, con partenza da Terme di Valdieri.

  • Testa sud di Bresses (2820 m.), dislivello 1642 m, difficoltà BS può essere percorsa salendo dai laghi di Fremamorta e colletto di Bresses e scendendo dal vallone di Tablasses o di Prefouns.

  • Testa di Tablasses (2851 m.), dislivello 1483 m, difficoltà BS: salita dalla val Morta e passo di Tablasses o dal canale nord-ovest che può anche essere sceso, con pendenze di 40 gradi.

  • Testa Margiola (2831 m.), dislivello 1463 m, difficoltà BS: si risale il vallone che dal rifugio Questa porta al passo di Margiola e si segue la cresta.

  • Testa Malinvern (2939 m.), dislivello 1571 m, difficoltà BSA: come la gita precedente può essere suddivisa in due giorni pernottando al rifugio.

Il rifugio serve come punto di appoggio per la Traversata delle Marittime o per il Giro dell'Argentera, di cui si conoscono diverse varianti di cui possiamo fornire informazioni a seconda delle esigenze e della stagione.

Canali di neve:

  • Testa di Tablasses (2851 m.), canalone nord-ovest, dislivello 600 m. Difficoltà F: molto ampio e di soddisfazione; dal rifugio si raggiunge in un'ora circa. Da affrontare preferibilmente a inizio stagione, con innevamento ancora abbondante.

  • Caire di Préfouns (2840 m.), canale nord-ovest, dislivello 200 m, difficoltà PD: meno interessante del precedente; l'attacco si raggiunge in un'ora di marcia dal rifugio.

Bibliografia:
  • E. Montagna, L. Montaldo, F. Salesi, Alpi Marittime, Volume II, CAI-TCI, Milano 1990.
  • A. Gogna, G.Pastine, Zona del Préfouns, Alpi Marittime, Tamari Editori, Bologna 1974.
  • A. Gogna, La Valle Gesso, Tamari Editori, Bologna 1975.
  • Michel Dufranc, Massif de l’Argentera, CAF Alpes-Maritimes, Nice 1970.
  • AA.VV., La guida del Parco Alpi Marittime, Blu Edizioni, Peveragno 2000.
Cartografia:
  • IGM, Carta d’Italia, 1:100.000 f. 90 Demonte.
  • IGM, Carta d’Italia, 1:25.000 S. Anna di Valdieri.
  • IGC, Carta 1:50.000 n.8 Alpi Marittime e Liguri.
  • Parco Alpi Marittime, Cartoguida 1:25.000.
  • IGN, Carte Topographique 1:25.000, n. 3741 ouest St. Martin Vésubie col de Turini.
  • Didier et Richard, Carte 1:50.000, Haut Pays Nicois.